DIARIO DI BORDO E3021 CNV (Isola d’Elba e Capraia 24/30 Luglio 2021)
Sabato, 24/07/2021 - giorno 1
Arrivo alla stazione ferroviaria di S.Vincenzo, munita di bagni a pagamento e distante pochi minuti a piedi dall’entrata sud del porto. Il marina, piccolo ma completo, dispone di carrelli a gettone per il trasporto bagagli (difficili da individuare - sono vicino al parcheggio Nord). Il charter Rigel vela, è situato sul molo foraneo lato nord. È un charter a conduzione familiare (papà Gianni Berti fonda l’azienda e fa lo skipper con le sue barche, la figlia Silvia Berti gestisce la base, la madre aiuta nelle pulizie). È gente che va in barca, quindi sa che dotazioni occorrono. Ci forniscono molto più del previsto (sale, olio, zucchero, ecc... ma anche dotazioni non proprio standard, come ad esempio l’inverter). Le loro barche sono libere dalle 9 di mattina, ma loro si prendono un tempo cuscinetto di 8 ore per eventuali riparazioni e prima delle 16:00 non si può fare il check-in perché sono troppo occupati. Il check-in è rapido e tranquillo (senza segnare ogni singola cosa data). La nostra barca “Frivola” è un Sun Odyssey 36i del 2011 sorprendentemente con linea d’asse ma pochissimo effetto evolutivo. È tutto in ordine. È possibile la partenza alle 17:00 da S.Vincenzo, ma Scirocco crescente la mette in dubbio. Riceviamo chiamata da Baratti (rada a poche miglia da S.Vincenzo, riparata da vento da SE) in cui avevamo riservato una boa. Ci consigliano di non venire per le condizioni meteo. Molto onesti. Rimaniamo in porto a S.Vincenzo approfittando delle comode e pulite docce.
Domenica, 25/07/2021 - giorno 2
Partenza la mattina presto da S.Vincenzo senza l’aiuto (gratuito) del gommone del marina. Dei francesi usciti 10 minuti prima di noi ne avrebbero avuto bisogno perché stavano per andare sulle trappe di altre barche. In queste situazioni di vento e mare che si stanno formando basta saper aspettare. Ci sono piccole finestre di 30-40 secondi in assenza totale di vento. Fuori dal porto il vento si sente e sarebbe gestibile con una mano di terzaroli e genoa opportunamente ridotto. Non conoscendo bene la barca, decidiamo però di prendere 2 mani in maniera cautelativa. L’arrivo sul canale di Piombino è indolore, ma lento. Nel tratto di mare aperto del canale di Piombino il vento soffia ad almeno 20-22 nodi. La barca con 2 mani di terzaroli è in ordine per navigare in sicurezza. Facciamo 6-6,5 kts di media. Occorre solo mettere il naso al vento quando la barca sbanda troppo. Raggiunta la costa nord dell’isola d’Elba ad una distanza di un paio di miglia dalla costa il vento ci sembra molto ridotto poiché coperto dall’isola. Decidiamo di togliere una mano di terzaroli mentre ci avviciniamo alla costa per essere ancor meglio ridossati. Commettiamo un grave errore. L’orografia dell’Elba, coi suoi monti molto alti, genera un effetto catabatico (vento di caduta) molto importante e rafficato. Questo effetto verrà notato tutta la settimana: se c’è poco vento andare al largo per prenderne di più. Se c’è molto vento andare comunque al largo per non prendere sberle. A 0,5/1 miglio dalla costa nord dell’Elba ci sono 10 nodi ma con raffiche di 30/35. La barca si sdraia in più occasioni poiché acquisire velocità comporterebbe uno sbandamento eccessivo, mentre navigare con la barca poco sbandata si può fare solo forzando la bolina con la prua quasi a 30° al vento. In questa circostanza la barca non è molto sbandata, ma è piantata. Ad ogni raffica il vento ci sdraia in acqua. Siamo tutti legati alla lifeline. Riusciamo con difficoltà ad acquisire un minimo di velocità e rimettere la seconda mano di terzaroli. Senza raffica non è piacevole nè sicuro perché andiamo molto lenti, ma in raffica funziona benissimo. Ce la siamo cavata solo con 2 piatti rotti. Ci fermiamo per pranzo alla rada di Porto Ferraio lato E tra la Concia e P.ta Pina. Pomeriggio partenza per Viticcio. A Portoferraio non c’era posto, nonostante avessimo chiamato il giovedì (dopo loro consiglio di chiamare al max 2 giorni prima per trovare posto sicuramente). Le condizioni di navigazione sono migliori. Il vento cala di qualche nodo ed è meno rafficato. Arriviamo a Viticcio e tentiamo un ancoraggio appennellato che non riesce: 2 ancore e 40 mt di catena, do retromarcia e le ancore arano. Abbandoniamo l’idea di usare la seconda ancora perché troppo difficoltoso farla passare per la delfiniera. Spostandoci facciamo un terzo tentativo di ancoraggio standard molto vicini a riva dell’hotel Paradiso. Ce lo possiamo permettere perché la barca pesca solo 1,50 mt. L’ancoraggio riesce perfettamente. In serata iniziano i segni di cambiamento. Il vento comincia a girare da SE a SW e riduce l’intensità. Non occorre pensare all’assenza del peso extra della seconda ancora. Il fondale di Viticcio è il più bello visto all’Elba. La rada molto bella e poco costruita. Una parte di equipaggio va a terra per raggiungere Portoferraio poco distante in auto. Incontro casualmente Filippo, un caprerino di mia conoscenza e Gianni, il gestore del charter in crociera come skipper in catamarano. Mi comunica che il giorno successivo sarebbe andato in Corsica per scampare questo scirocco che non ci avrebbe lasciati per tutta la settimana.
Lunedì, 26/07/2021 - giorno 3
Partenza da Viticcio direzione Capraia. Si vuole sfruttare il vento da SE - ancora intenso - per un lasco unico fino all’isola. L’idea funziona. Con il solo Genoa facciamo anche 8 nodi. Purtroppo a metà strada, in mare aperto, ci accorgiamo che il vento è quasi assente (2-4 nodi), ma siamo in pieno mare morto, caratterizzato da una fastidiosissima onda lunga generata dalla giornata precedente. In questa condizione la barca è ferma per l’assenza di vento, ma l’onda la sballottola continuamente. L’equipaggio si sente male. Vomitano quasi tutti. Anna no. Quel giorno mi aiuta molto di più del normale (che già è tanto) degli altri giorni. Decidiamo di andare a motore. La barca non è stabilissima perché prende diverse onde al giardinetto, ma almeno siamo veloci (6kts). Arriviamo a Capraia e decidiamo di fermarci per il pranzo in rada a Nord di P.ta del Capo. Si balla molto per l’onda da SE, ma il posto è selvaggio e incontaminato. Arrivati a Capraia notiamo che il campo boe ad E del porto è abbastanza riparato, ma sta comunque più sicuro chi, come noi, è dentro il porto. All’ingresso riceviamo assistenza da un gommone degli ormeggiatori del marina per fermarci in un posto impossibile da raggiungere senza la spinta del gommone (il canale tra le due file di barche è troppo stretto). Questo porto è molto piccolo. Hanno pochi posti barca ed è l’unico dell’isola, quindi caro e molto richiesto. Gli ormeggiatori sono molto simpatici e disponibili. La signora della segreteria del marina è abbastanza stronza e davvero poco disponibile. In banchina chiudono l’acqua oltre l’orario di arrivo (19:30).
Martedì, 27/07/2021 - giorno 4
Su scelta democratica dell’equipaggio (provato dalla navigazione dei giorni precedenti) decidiamo di staccare un giorno. In mattinata visitiamo il villaggio: 15 minuti a piedi (a vederla, la salita sembra molto più faticosa di quel che effettivamente è). Molto suggestiva la vista dal belvedere della punta Bellavista (a Sud del forte S.Giorgio). Pranziamo a terra a Capraia porto e nel pomeriggio usciamo per tentare un bagno in una caletta della costa sud. C’è un po’ di vento per usare le vele, ma è molta più l’onda lunga del mar morto. Arrivati a cala Rossa valutiamo che l’ancoraggio è rischioso. Baia molto piccola e molto esposta. C’è risacca evidente e poco spazio di manovra in caso di problemi. Abbandoniamo per recarci a cala del Moreto, più ampia. Qui l’ancora non tiene dopo 2 tentativi. Il fondale è pieno di alghe. Abbandoniamo anche questa possibilità e ritorniamo a motore al porto di Capraia. All’arrivo ci accorgiamo che stavolta chi ha scelto la boa è stato più intelligente di chi - come noi - è in porto. La rada, come il ns porto è riparata dall’onda. Il vento: in rada come in porto è assente. Però l’acqua su cui sostano le barche della rada è di indescrivibile bellezza. Ci piace tanto che ci fermiamo alla fonda per qualche bagno e ci ritorniamo poi in tender dopo aver ormeggiato Frivola. Incontro casualmente Marco, mia recente conoscenza della navigazione in Bretagna. Dice di avermi riconosciuto da come andava il tender. Governava Anna. È molto brava. Sta apprendendo moltissimo in pochissimo tempo. Quello che lei sa dopo 3 giorni dal suo battesimo col mare io lo sapevo dopo 2 mesi dal mio.
Mercoledì, 28/07/2021 - giorno 5
Partenza da Capraia, rotta Elba. Condizioni di vento e mare Ideali per i nostri infiniti bordi di bolina utili a raggiungere l’isola. Finalmente vento e mare vanno nella stessa direzione (da SE a NW). Il vento è stabile a 12-15 kts e la navigazione è stabile e veloce con randa e genoa pieni. Dopo aver fatto circa 20 miglia (delle 40 previste bordeggiando per 25 miglia), il vento scompare e accendiamo il motore. Ricomparirà solo nella costa W dell’Isola, quando si incanala tra l’Elba e Pianosa. Proseguiamo comunque a motore per raggiungere in tempo Marina di Campo, dove Sea Elba Ormeggi (gestito da un tale Alex) ci ha riservato una boa (già pagata). All’arrivo abbiamo una grande delusione. Il piccolo porto di Marina di campo, ben riparato dal molo foraneo, ha un fondale molto basso, impraticabile per le barche a vela. Questo comporta che le uniche boe libere sono immediatamente fuori dal molo foraneo. 4 di queste 5 boe sono usate da motoscafi e gommoni che non so perché hanno deciso di abbandonare li, ma nessuna barca a vela si sognerebbe di restare li con quella risacca. Valutiamo infatti che nonostante le 2 boe per prua e poppa terrebbero meglio di un’ancora, trascorrendo la notte li non avremmo chiuso occhio un secondo, perché in quel punto la rada è molto esposta e avremmo beccheggiato come uccelli. Faccio presente la cosa all’ormeggiatore invitandolo a guardare che a poche centinaia di metri a SW, sulla spiaggia di Galenzana, c’è una rada riparatissima con già 6 o 7 barche alla fonda. Sostengo che se riservo una boa è perché voglio stare più tranquillo che alla fonda, ma se così è, preferisco cento volte l’ancora. Ci salutiamo e andiamo a dar fondo davanti spiaggia di Galenzana. Tentiamo l’ancoraggio sul lato più a sud, dove il fondale è veramente basso (2,5 mt), ma l’ancora ara. Decidiamo quindi di dar fondo dove si trovano le altre barche a vela (un po’ più a nord), con fondale di c.ca 4,5 mt. L’ancoraggio riesce perfettamente. A volte bisogna fare le pecore. Una parte di equipaggio scende a terra passando per l’agriturismo Galenzana.
Giovedì, 29/07/2021 - giorno 6
Partenza dalla rada del Golfo di Marina di Campo. Tirando su l’ancora questa si impiglia in una piccola cima collegata ad un gavitello. Risolviamo senza grossi problemi. Niente vento oggi: sarà una giornata di bagni. Ci muoviamo verso la spiaggia di Lacona, dove diamo fondo vicino al campeggio stella Mare. Qui è molto facile dare fondo in sicurezza, per vari motivi: fondale sabbioso, tantissima acqua libera, ovvero molto spazio in caso di difficoltà e fondale basso (4-6 mt) nonostante la grande distanza dalla battigia. L’unica difficoltà è accorgersi dei corridoi di lancio (ce ne sono diversi), dai quali escono pedalò e acqua scooters. È abbastanza facile dare fondo in un punto lontano dalla traiettoria dei corridoi di lancio e trovarsi con la barca proprio in mezzo al corridoio di lancio.
Pranziamo in rada mentre una parte di equipaggio scende a terra. Nel pomeriggio io ed Anna ci muoviamo verso il vicinissimo golfo stella, sempre a motore per assenza di vento utile. Ormeggiamo davanti ad una pittoresca casa rossa sulla costa W. Qui il paesaggio è più naturale e gradevole della “chic” ma sterile lacona beach. Quando ripartiamo dal golfo stella sentiamo un fortissimo rumore provenire dal vano motore. All’inizio sembra una ventola che nel ruotare tocca qualcosa. Penso alla ventola di raffreddamento ausiliario. Controlliamo prontamente il motore. Butta acqua regolarmente, non si è accesa nessuna spia e risponde normalmente ai comandi della manetta. Dopo un po’ il rumore si riduce drasticamente, ma con l’elica che gira bene ne approfitto per allargarmi ancora un po’ dalla costa. In caso di problemi saremmo stati tranquilli li, perché avremmo avuto tanta acqua libera per aprire il genoa oppure in caso di avvicinamento avremmo dato fondo all’ancora per fermarci. Dopo un po’ il rumore ritorna. Sento Silvia al telefono. Mi fa chiamare dal padre Gianni. Ci confrontiamo, ma facciamo le stesse considerazioni e deduzioni. Ci dirigiamo nuovamente a Lacona per recuperare gli ospiti scesi a terra. Alla fonda approfitto per immergermi e dare una controllata allo scafo della barca, perché il rumore precedentemente sentito, a tratti poteva sembrare il risucchio di un tubo che pesca acqua e aria (come il rumore di una moka quando esce il caffè). Gianni mi aveva detto che forse la presa a mare aveva pescato aria e quindi poteva sentirsi un rumore simile (ma questo di solito ti succede se la barca è sbandatissima). Nonostante i calcoli di distanza effettuati all’interno in corrispondenza della saracinesca sott’acqua trovo tutte le prese a mare, tranne quella da cui pesca acqua il motore. Abbandono la ricerca, perché tanto già da mezz’ora di monitoraggio risultava che il motore buttava acqua regolarmente. Se butta acqua vuol dire che da qualche parte la pesca (non importa da dove) altrimenti si sarebbe già spento per surriscaldamento. Recuperati gli ospiti ci muoviamo a motore per raggiungere Porto Azzurro. All’arrivo è difficile orientarsi. Molte barche alla fonda in rada ostacolano il passaggio diretto. Una volta superati i fari rosso e verde d’ingresso, boe gialle segnano (creando spazi ristretti) le vie di percorrenza. Ceniamo in porto. Pieno di negozi e ristoranti aperti fino a notte inoltrata.
Venerdì, 30/07/2021 - giorno 7
Partenza da Porto Azzurro per S.Vincenzo con sosta su costa E dell’Elba. Usciti dal porto a motore alziamo le vele poco dopo. Al lasco con poco vento facciamo circa 3 nodi. In un paio d’ore raggiungiamo Rio Marina. Qualche centinaio di mt più a nord diamo fondo (tra Rio Marina e le spiagge con gli ombrelloni) in un posto suggestivo. Siamo abbastanza distanti dalla rotta dei traghetti che entrano a Rio Marina. Dopo una pausa pranzo e bagno ripartiamo a motore raggiungendo in meno di un’ora il canale di Piombino, dove si intravede qualche piccola raffica di vento (girato a Nord) che ci in invita ad aprire le vele consentendoci di fare delle boline molto larghe. Alle 16 decidiamo di proseguire a motore per il porto a velocità sostenuta (molte barche rientrano per fare carburante). Il distributore di carburante di S. Vincenzo ha solo 2-3 posti. Due a murata ed uno con ormeggio di poppa tra pontile galleggiante, frangiflutti di cemento e 2 briccole. Si consideri solo 1 a murata, perché ormeggiare a murata con una barca già presente è difficile in quella circostanza e comunque bisogna aspettare che una barca abbia terminato il rifornimento perché le pompe sono 2. Noi attendiamo il ns turno nella baietta (balneabile) immediatamente a Sud del frangiflutti d’ingresso, ma già in acque portuali. Ci dicono che in realtà dovremmo attendere fuori, ma ci sono troppe barche che stressano per entrare. Per fortuna non c’è vento. Questo stazionamento è fattibile con vento da S, ma sarebbe impraticabile con venti da N, E o W. Arriviamo al ns posto barca alle 18:00. Silva controlla il motore. Avevo ragione: si trattava della ventola di raffreddamento ausiliario la stacca e non si sente più.